venerdì 30 ottobre 2015

Batterie Li-O2, 10 volte l'autonomia delle batterie tradizionali

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Cambridge ha rilasciato un documento in cui attesta la realizzazione di un prototipo di batteria litio-aria che supera alcuni degli ostacoli noti in precedenza. 


Le caratteristiche dell'unità sembrano essere interessanti e potrebbero aprire ad un ventaglio di opportunità molto vasto, per il futuro dei dispositivi mobile o dell'automotive in genere.

Il prototipo ha un'elevata densità energetica, può essere caricato più di 2000 volte ed è il 90% più efficiente rispetto alle tecnologie studiate in precedenza.

Pensare ad un passaggio alla nuova tecnologia dall'oggi al domani sarebbe comunque utopico. Gli stessi ricercatori dell'Università di Cambridge hanno candidamente ammesso che ci vorranno almeno 10 anni perché si vedano i primi usi in ambito commerciale della batteria litio-aria, tuttavia il nuovo documento dimostra come progressivamente si stiano abbattendo gli ostacoli che rendevano decisamente più complicata l'integrazione della tecnologia su prodotti rivolti ai diversi mercati.

Già nel 2013 si parlava di batteria litio-aria ma ora la ricerca sta progredendo velocemente nella direzione della riduzione tutti i limiti della batteria agli ioni di litio (la stessa che è estremamente diffusa ad oggi sul piano commerciale e che è stata lanciata da quasi 25 anni).

Un quarto di secolo fa le batterie agli ioni di litio aiutavano a superare i limiti delle tecnologie di allora, e si sono fatte spazio mostrandosi come la soluzione più adatta agli usi commerciali e degli utenti. Ma questo non significa che non abbia i suoi limiti.

Le batterie litio-aria sono particolarmente più leggere e hanno una maggiore densità di energia, elementi assolutamente indispensabili soprattutto per una superiore efficienza nelle auto elettriche così come su altri dispositivi mobile. Le due caratteristiche infatti garantirebbero un peso ridotto dell'intera vettura (il cui pacco batteria rappresenta una percentuale consistente), traducendosi immediatamente in una percorrenza su singola carica maggiore e un'esperienza di guida senza dubbio più gradevole.

Fra gli ostacoli abbattuti dall'Università di Cambridge il più importante sembra quello della longevità.

Cicli di carica ripetuti diminuivano consistentemente l'efficacia della batteria, soprattutto perché si potevano creare reazioni chimiche non volute all'interno della stessa unità. La reazione chimica che avveniva nel ciclo di carica e scarica di molte batterie Li-O2 studiate precedentemente formava perossido di litio, mentre la nuova unità dell'Università di Cambridge produce idrossido di litio.

La batteria è composta da un anodo metallico di litio, un elettrodo di ossido di grafene e un additivo di ioduro di litio che agisce come mediatore delle reazioni di ossidoriduzione e come solvente di dimetossietano. I ricercatori sono stati in grado di produrre e poi rimuovere l'idrossido di litio durante il ciclo di carica e scarica. Anche aggiungere piccoli quantitativi di acqua nella batteria ha aiutato ad ottenere lo stesso obiettivo, ovvero mantenere la stessa efficienza anche dopo periodi di tempo prolungati.

I ricercatori dell'Università sono riusciti anche a ridurre il cosiddetto "voltage gap" a 0,2V, un numero particolarmente vicino a quello delle batterie attualmente diffuse commercialmente. Il team ha anche rivelato alcuni numeri che fanno ben sperare sulla nuova tecnologia: la loro nuova batteria ha una densità energetica teorica di 3.350Wh/kg, di molto superiore rispetto alle batterie odierne che si attestano intorno ai 140-250Wh/kg. Tuttavia, le stime sono al ribasso rispetto a quando nel 2012 si davano le batterie Li-O2 capaci di arrivare a 13.500Wh/kg.

Tuttavia, nonostante le innumerevoli migliorie, permango le seguenti criticità: il voltage gap e le caratteristiche dell'elettrodo si mantengono solo per rate di carica e scarica ben specifici, e l'anodo in litio del loro prototipo forma a volte dendriti che compromettono drasticamente le prestazioni della batteria.

Come già noto, inoltre, alcuni composti che si trovano nell'aria oltre all'O2 possono formare sottoprodotti chimici negativi ed eventuali reazioni non desiderate. Alla luce dei pro e dei contro attuali è facile considerare queste tecnologie come "vaporware", ovvero speranze che non verranno mai esaudite.

Non ci sembra tuttavia così per la batteria litio-aria. C'è molto fermento sulla tecnologia e vari team ne stanno studiando i segreti e le modalità di integrazione.

È ovvio che non verrà integrata negli smartphone della prossima generazione o in quella successiva, tuttavia è molto probabile che sarà questa la batteria che sostituirà l'abusatissima agli ioni di litio al fine di venire incontro alle problematiche che affrontano ai nostri giorni i produttori di automobili elettriche o di dispositivi mobile in genere.
Leggi l'intero articolo

giovedì 29 ottobre 2015

Si parla di IoT al SAP Forum 2015

Il SAP Forum 2015, tenutosi oggi a Milano Congressi, rappresenta per SAP un momento importante in cui è possibile apprezzare le prime realizzazioni complete e i primi risultati del processo di semplificazione e digital transformation che le aziende e la stessa SAP hanno intrapreso al proprio interno.


Allo stesso appuntamento dello scorso anno SAP parlava di innovazione e semplificazione per capire e condividere con le aziende la necessità di intraprendere un percorso digitale.

Lo scopo era quello di aiutare le aziende a semplificare sistemi e processi, affinché diventasse possibile liberare risorse da usare per avviare il percorso di digital transformation. 

Luisa Arienti, amministratore delegato di SAP Italia, osserva:

Le aziende non digitalizzano per moda: lo fanno per capire come modificare il business, come aggredire nuovi mercati e come usare le reti distributive. L'impiego di strumenti che in tempo reale diano la situazione dell'azienda e la possibilità di confronto con altri elementi esterni è fondamentale per non procedere come un autoarticolato nella nebbia. Purtroppo ci sono ancora CIO e aziende che non sanno rispondere ad alcune delle domande fondamentali su come orientare il proprio business e le operazioni

Del resto la digital transformation è un processo inevitabile per tutte le realtà aziendali che vogliano e debbano competere sui nuovi scenari di mercato.

Un processo che sta avvenendo in tutto il mondo, con l'86% dei Chief Information Officer che sta sperimentando in prima persona cosa significhi l'uso di determinate tecnologie digitali, investendo nei paradigmi di Internet of Things, Cloud, Mobile e Big Data. 

Alcuni numeri sono utili per inquadrare la portata della trasformazione. Sul versante della mobilità, il 90% della popolazione mondiale con un'età al di sopra dei 6 anni sarà in possesso di un dispositivo mobile entro il 2012. Per quanto riguarda il mondo social, il 75% dei clienti nel mondo già fanno uso di informazioni reperite sui social network prima di prendere una decisione di acquisto. Internet of Things: si prevedono quasi 30 miliardi di dispositivi connessi entro il 2020. Cloud: il 36% di tutti i dati presenti nel mondo saranno in cloud entro il 2016. 

Tutto ciò non fa altro che generare un'esplosione di dati e capacità di analitica, portando a 44 mila miliardi i GB di dati che saranno generati entro il 2020: le capacità Big Data saranno sempre più fondamentali per estrarre il valore dal dato e per prendere decisioni di qualsiasi tipo, applicabili a qualunque ambito, dal commerciale al finanziario, dal medicale alla logistica, passando per il retail e i trasporti. Ma oggi ancora molte aziende e pubbliche amministrazioni ancora si interrogano su come sia possibile usare e analizzare al meglio questi dati. 

In particolare, come indica l'indagine IDC presentata da Fabio Rizzato, Senior Research and Consulting Director IDC Italia, il paradigma di maggior peso sembra essere Internet of Things. Si tratta di un tema molto dibattuto ma non ancora maturo che segna l'inizio di una nuova trasformazione. Il 43% delle aziende intervistate da IDC ritiene che il paradigma IoT andrà a cambiare in maniera fondamentale le dinamiche di funzionamento dei vari settori, e di conseguenza anche il modo in cui le compagnie competono.

Che la trasformazione sia necessaria è un messaggio che ormai è sempre più compreso: il 70% delle aziende italiane ha affrontato una riorganizzazione IT negli ultimi 12 mesi e, ancor più importante, il 60% ha creato un nuovo gruppo focalizzato sull'innovazione. 

Anche in Italia la trasformazione digitale è un'esigenza sentita: il 96% delle aziende italiane (contro il 91% delle aziende europee) crede che l'impiego di capacità analitiche in tempo reale e predittive legate a IoT avranno un impatto sul business ed il 76% delle aziende italiane (contro il 55% di quelle europee) sostiene che sia gli utenti IT, sia gli utenti business troveranno valore dalle capacità di analisi predittiva e in tempo reale. 

Sottolinea Arienti:

La risposta di SAP a queste esigenze "real time" è la piattaforma HANA, ripensata da zero e seguendo un approccio in-memory, che permette ai clienti di trattare le grosse moli di dati con velocità inaspettate, per poter cogliere il valore del dato il più rapidamente possibile e poter condurre simulazioni in tempo reale, a vantaggio del processo decisionale. 

Infine Marco Poggi, CIO di ACEA SpA, primo operatore nazionale nel settore idrico e tra le principali realtà italiane nella distribuzione e vendita di elettricità e nel settore ambientale, ha portato una testimonianza di trasformazione digitale che, appoggiandosi alle soluzioni SAP, ha permesso di fornire al personale sul campo di uno strumento innovativo che, oltre a gestire l'operatività tradizionale, ha consentio l'uso e le potenzialità social per la creazione di comunità di pratica in cui condividere conoscenze e soluzioni, e l'accesso immediato a procedure di sicurezza e a strumenti per la segnalazione di emergenze.

Fonte: BusinessMagazine
Leggi l'intero articolo

mercoledì 28 ottobre 2015

Addio ai costi di Roming

Nel corso della giornata di ieri il Parlamento Europeo ha espresso la votazione finale sul nuovo pacchetto di misure per le telecomunicazioni che avrà l'effetto, tra gli altri, di far entrare in vigore dal mese di giugno 2017 il divieto di applicare tariffe roaming nell'utilizzo dei telefoni cellulari nei paesi dell'Unione Europea. 


Questo, ovviamente, lascia spazio a numerose considerazioni, sia a proposito del passato, sia sul futuro del mondo delle telecomunicazioni.

Pilar del Castillo, rappresentante spagnola del Partito Popolare Europeo, ha dichiarato prima della votazione:

L'abolizione delle maggiorazioni per il roaming è stata a lungo attesa da tutti: la gente comune, le start-up, le PMI e tutti i tipi di organizzazioni. Grazie a questo accordo, l'Europa diventerà anche l'unica regione nel mondo che garantisce giuridicamente internet aperta e neutralità della rete. Il principio della neutralità della rete sarà applicato direttamente nei 28 stati membri. Esso garantisce anche che non avremo internet a due velocità

riferendosi alle nuove norme in tema di diritto di accesso ad internet. 

Il 15 giugno 2017, quindi, gli operatori non potranno più praticare tariffe maggiorate per chiamate, messaggi e traffico dati in roaming tramite i dispositivi mobile. Il divieto sarà anticipato da un'ulteriore riduzione delle tariffe, a partire dal 30 aprile 2016, che non potranno superare le maggiorazioni di €0,05 al minuto per le chiamate vocali, €0,02 per SMS e €0,05 per ogni MB di traffico.

Il tetto per i costi delle chiamate ricevute sarà deciso entro l'anno e ci si aspetta che tali costi siano considerevolmente più bassi rispetto a quelli previsti per le chiamate effettuate.

Nel comunicato emesso dal Parlamento Europeo si legge inoltre: 

Se gli operatori possono dimostrare che non sono in grado di recuperare i loro costi, incidendo sui prezzi interni, le autorità nazionali di regolamentazione potrebbero autorizzare gli operatori ad imporre, in casi eccezionali, maggiorazioni minime al fine di recuperare questi costi. I deputati hanno avuto garanzie che le autorità nazionali di regolamentazione avranno i mezzi per modificare o respingere le sovrattasse. Per proteggere il settore da abusi, come ad esempio il "roaming permanente", gli operatori potranno, in talune circostanze, essere autorizzati ad addebitare una tariffa di lieve entità, più bassa rispetto agli attuali tetti, sulla base del principio dell'"uso corretto". I dettagli precisi saranno definiti dalla Commissione e dalle autorità per le telecomunicazioni.

Come accennato poco sopra, la nuova legislazione obbligherà inoltre le società che offrono accesso ad internet a trattare tutto il traffico dati in maniera equivalente, negando quindi la possibilità di bloccare la ricezione di contenuti, applicazioni o servizi a seconda della loro tipologia o a seconda della loro provenienza. Eccezion fatta per l'eventuale decisione di un tribunale per evitare, per esempio, una congestione della rete o per contrastare attacchi informatici.

Nel caso in cui tali misure siano necessarie per la gestione del traffico dati, dovranno essere "trasparenti, non discriminatorie e proporzionali" e non dovranno durare più del necessario. Un operatore sarà comunque in grado di offrire servizi specialistici (come una migliore qualità internet necessaria per l'utilizzo di alcuni servizi), ma solo a condizione che questo non abbia un impatto sulla qualità generale del traffico internet.

Il parlamento ha infine disposto che i provider di accesso forniscano agli utenti una spiegazione chiara e trasparente sulle effettive velocità di download e upload rispetto a quelle pubblicizzate. Ogni differenza evidente (non è meglio precisato quale sia il grado di questa evidenza) darà diritto a compensazioni come rimborsi o estinzioni di contratto.

Saranno le autorità nazionali di regolamentazione a stabilire se e in che modo eventuali differenze possano rappresentare una violazione contrattuale.
Leggi l'intero articolo

martedì 27 ottobre 2015

Kangaroos: il PC tascabile da 99 dollari

Il produttore e distributore americano InFocus ha svelato Kangaroo, un computer desktop dalla grandezza di un phablet in grado di eseguire Windows 10.


Progettato in modo tale da essere trasportato nel taschino, il mini computer in questione vanta anche un prezzo di listino estremamente appetibile, pari a 99 dollari sul mercato statunitense.

Il concetto che sta alla base è affine a quello di Continuum, ma Kangaroo può eseguire anche applicazioni Win32.

Il piccolo sistema desktop viene promosso per essere in grado di funzionare insieme a qualsiasi display (anche quello di un tablet), ed è naturalmente possibile collegare mouse e tastiera in modo da avere il pieno controllo della macchina. Le dimensioni sono il punto forte di Kangaroo: 123,9 x 80,5 mm la superficie, 13,2mm lo spessore. L'obiettivo è quello di "centralizzare" il lavoro utilizzando per ogni evenienza un unico dispositivo.

I consumatori possiedono molti dispositivi differenti fra cui tablet, laptop e PC desktop. Ognuno viene utilizzato in località diverse per motivi diversi [...] Kangaroo è il primo prodotto che ti permette di utilizzare lo stesso PC per tutte le applicazioni, in ogni ambiente". Un concetto un po' meno estremo di Continuum visto che richiede nuovo hardware oltre lo smartphone, ma che consente di sfruttare pienamente Windows 10 in tutta la sua versatilità

scrive Lawrence Yen, direttore marketing per il prodotto

Sul fronte dell'hardware, Kangaroo è pensato soprattutto per la produttività e non per occupazioni che richiedono un ingente quantitativo di risorse computazionale.

Il SoC integrato è un Intel Atom x5-Z8500 a 64-bit con frequenza operativa di 1,44GHz (boost a 2,24GHz) coadiuvato da 2GB di RAM LPDDR3 (forse il vero tasto dolente) e 32 GB di storage su chip eMMC. Quest'ultimo può essere espanso con una microSD aggiuntiva, mentre possiamo espandere la connettività con una base aggiuntiva in cui troviamo due porte USB e una HDMI.

Una batteria integrata consente, stando al comunicato di InFocus, di utilizzare Kangaroo per circa 4 ore lontano dalle prese di corrente. A partire dalle prossime settimane sarà sempre più semplice disporre di personal computer veramente tascabili.

Vedremo sul mercato ad esempio i primi PC stick collegabili ad un monitor o TV esterni e grandi poco più di un pennino USB, mentre i mini-PC diventano sempre più potenti e meno penalizzanti. 


La caratteristica peculiare di Kangaroo è tuttavia il prezzo, e il sistemino potrebbe imporsi come uno fra i personal computer tascabili più economici sulla piazza.

Il piccolo sistema sarà mostrato al pubblico durante il prossimo CES 2016 di Las Vegas.
Leggi l'intero articolo

lunedì 26 ottobre 2015

iOS 9 ruba il traffico dati

A Cupertino si stanno preparando per l'ennesimo polverone, dovendo difendersi da una class action che potrebbe pesare circa 5 milioni di dollari.


Il problema è riconducibile alla funzionalità Wi-Fi Assist di iOS 9, che sembrerebbe consumare un consistente quantitativo di dati su rete cellulare, impattando considerevolmente sugli abbonamenti degli utenti senza che questi lo sappiano.

Nelle scorse settimane molti utenti avevano lamentato il problema attraverso i canali online. L'epilogo era quasi scontato: una denuncia formale (dell'intera classe dei consumatori), presso la città californiana di San Jose, nei confronti di Apple. 

Il tutto è stato portato alla luce da AppleInsider che ha anche lamentato quanto una cospicua fetta di utenti abbia frainteso il funzionamento della feature. Wi-Fi Assist ha causato, infatti, l'erosione di gran parte del loro traffico dati, consumando parecchi gigabyte in più rispetto alla norma. 

Si stima che i costi derivanti da questa errata interpretazione siano superiori a 5 milioni di dollari, con Apple accusata anche di aver spiegato solo con ritardo il funzionamento della nuova opzione. 

Wi-Fi Assist è una funzione di iOS 9 che passa automaticamente alla rete cellulare quando il segnale Wi-Fi è troppo debole per essere utilizzabile. In questo caso però, i querelanti hanno rilevato un consumo di dati eccessivo ed ingiustificabile sui propri iPhone dall'installazione di iOS 9. Fenomeno che costa alla società un'accusa di falsa dichiarazione negligente, in violazione della Unfair Competition Law della California e della False Advertising Law americana. 

Apple non è nuova alle comparizioni in tribunale: antenna-gate di iPhone 4, bend-gate di iPhone 6 Plus, problemi nella gestione degli acquisti in-app su App Store, ed ora il caso Wi-Fi Assist. 

Anche se il sistema può essere attivato o disattivato in maniera molto semplice, l'ambiguità nella definizione ha lasciato spazio a fraintendimenti. In ogni caso per attivare/disattivare la feature, basta andare nelle Impostazioni su iPhone o iPad e selezionare Cellulare. La voce Assistenza Wi-Fi si trova nella parte più bassa della schermata, e con le ultime versioni del software viene spiegata così: 

Utilizza automaticamente i dati cellulare quando il segnale della rete Wi-Fi è scarso.
Leggi l'intero articolo

sabato 24 ottobre 2015

Boomerang introduce i video-loop su Instagram

Instagram ha pesentato una nuova applicazione video chiamata Boomerang, in grado di realizzare brevissimi videoclip alla semplice pressione di un tasto.


Boomerang esegue una serie di scatti a raffica nello spazio di un secondo per creare un video-loop che può essere condiviso su Instagram e su Facebook. Nonostante ciò, Boomerang non richiede che l'utente sia loggato o che abbia un account Instagram.

I controlli dell'app sono estremamente semplici: un pulsante di scatto e un visore di anteprima per visualizzare il video appena creato. 

Quando il video è stato registrato, si può decidere di condividerlo su Facebook o su Instagram e in ambedue i casi si verrà rimandati all'app relativa. Il video viene salvato in formato .mov all'interno della libreria di foto/video ed è eventualmente ritoccabile con i consueti filtri di Instagram. 

Instagram si è mostrata abbastanza contraria all'aggiungere nuove possibilità creative differenti da quelle del semplice scatto/editing di fotografie all'interno dell'app principale e ha invece deciso di realizzare delle app standalone. Boomerang è la terza di queste, dopo Hyperlapse (per la creazione di time-lapse stabilizzati) e di Layout (per la creazione di composizioni fotografiche)

John Barnett, product manager di Boomerang, ha commentato:

E' qualcosa che abbiamo realizzato per divertimento e da usare internamente.

L'app è poi divenuta così virale all'interno della compagnia per diventare quindi un prodotto con una sua identità. 

Boomerang è attualmente disponibile presso Play Store e Apple Store.
Leggi l'intero articolo

venerdì 23 ottobre 2015

Apple rilascia iOS 9.1 e Watch OS 2.0.1

Dopo una lunga attesa, Apple ha rilasciato iOS 9.1 Watch OS 2.0.1, rispettivamente la nuova release del sistema operativo di iPhone e Apple Watch.


Di cosa si tratta? iOS 9.1 porta in dote il supporto a Unicode 7 e 8, e introduce 150 nuovi Emoji tipo burrito, dito medio, bottiglia di champagne, testa di unicorno e tante altre faccine divertenti.

Live Photos ora percepisce quando il telefono viene mosso, e riduce in modo opportuno il numero di fotogrammi catturati per evitare fastidiosi movimenti; iMessage, invece, introduce un'opzione per disabilitare le foto dei contatti.

iOS 9.1 chiude la falla che rendeva possibile il Jailbreak di iOS 9.

Infine, assieme ad iOS 9.1, Apple ha pubblicato anche Xcode 7.1 e la Golden Master di tvOS, ovvero la candidata al rilascio del prossimo update del software per Apple TV.

Anche Watch OS si aggiorna alla versione 2.0.1, includendo diversi bug-fix e piccole novità. Nel dettaglio:

  • Risoluzione di un problema che poteva causare il blocco dell’operazione di aggiornamento del software;
  • Risoluzione di problemi che potevano incidere sulle prestazioni della batteria;
  • Risoluzione di un problema che non consentiva la corretta sincronizzazione su Apple Watch degli eventi di Calendario presenti su iPhone con profili di gestione;
  • Correzione di un errore che poteva impedire il corretto aggiornamento delle informazioni relative alla posizione;
  • Risoluzione di un problema per il quale i messaggi Digital Touch non venivano mandati tramite il numero di telefono ma dall’indirizzo e-mail;
  • Risoluzione di un errore che poteva causare problemi di instabilità utilizzando immagini “Live Photo” sul quadrante;
  • Risoluzione di un problema per il quale, chiedendo a Siri di misurare la frequenza del battito cardiaco, i sensori di rilevamento rimanevano sempre attivi.

L'update può essere eseguito attraverso l'app dedicata su iPhone, alla voce Generali > Aggiornamento Software.
Leggi l'intero articolo
 
Tecnodiary2 © 2011