mercoledì 1 aprile 2015

Amazon Dash Button: il futuro in un "semplice bottone"!

Nel corso della giornata di ieri Amazon ha annunciato una nuova iniziativa incentrata su un piccolo dispositivo connesso ad Internet, capace di eseguire una sola funzione per permettere all'utente di ordinare velocemente beni di consumo come capsule di caffè, lamette da barba o detersivo per piatti semplicemente con la pressione di un bottone.


Amazon Dash Button, questo il nome del dispositivo, costituisce un ponte di collegamento tra lo shopping online e il mondo reale.

Un'idea avveniristica fino a pochi anni fa e, vista la data dell'annuncio, molti utenti hanno creduto fosse un pesce d'Aprile. L'azienda di Jeff Bezos ha però confermato che si tratta di un'iniziativa reale e che coinvolgerà, su invito, inizialmente solo gli utenti del servizio Prime negli USA.

Il dispositivi ha dimensioni ridotte, comparabili a quelle di una scatoletta di gomme da masticare, ed è caratterizzato da un grande pulsante la cui pressione permetterà di inviare direttamente un ordine ad Amazon tramite la connessione WiFi.

Gli utenti potranno collegare il dispositivo alla rete WiFi della propria abitazione usando lo smartphone e selezionare per ciascun dispositivo quale prodotto dovrà ordinare.


Dopo le operazioni di configurazione, Amazon Dash Button è pronto per operare, infatti, premendo il pulsante verrà automaticamente inviato un ordine del prodotto relativo. Una volta che l'ordine è stato inviato, viene recapitata una notifica sullo smartphone dell'utente, il quale può eventualmente decidere di cancellare l'ordine.

Dash Button effettua solamente un ordine ad una singola pressione: per evitare infatti ordinativi erronei dovuti a pressioni ripetute il dispositivo resta in stato di blocco fino a quando la consegna non è avvenuta, per poi ripristinare la sua funzione.

Amazon Dash Button, come anticipato, è disponibile solamente su invito per i membri di Amazon Prime. Per coloro che rientrano in tale categoria, saranno messi a disposizione di Amazon fino a tre esemplari (salvo esaurimento scorte).

Nel frattempo numerosi brand hanno già siglato accordi con Amazon per "sponsorizzare" il dispositivo, così che sia più facile ricordare per quale prodotto viene usato. Tra i brand vi sono Clorox, Cottonelle, Gillette, Glad, Huggies e Tide.

Dahs Button è solo una piccolo tassello nella visione Internet of Things di Amazon. Un interessante progetto collaterale in questo contesto è Dash Replenisment Service e permette ai produttori di integrare direttamente negli elettrodomestici un pulsante per effettuare ordini automatici.

In quest'ottica è possibile che il servizio si sviluppi ulteriormente con l'integrazione di sensori per monitorare il livello delle scorte e collocare un ordine quando sono in esaurimento. Whirlpool e Brita stanno già lavorando sulla realizzazione di prodotti con funzionalità DRS.
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martedì 31 marzo 2015

MS Spartan: ecco cosa ci aspetta

Man mano che l'uscita di Windows 10 si avvicina, Microsoft aggiunge nuove funzioni alla versione anteprima del suo prossimo sistema operativo e questo potrebbe essere il più importante aggiornamento visto finora.


Il nuovo browser Spartan sta per fare il suo esordio in aperto web. Un'occhiata a Spartan è stata concessa durante la conferenza stampa di lancio a gennaio, durante la quale si sono viste funzioni come le annotazioni live, una modalità per la lettura e, naturalmente, l’integrazione con Cortana.

E ora, una nuova versione è integrata nell'ultima build di Windows 10. Come sempre con tutte le build di questo livello, Microsoft avverte che non si tratta della versione finale, il che significa che bisogna aspettarsi qualche bug e qualche imperfezione nel design.

Spartan è parte della build 10049 sulla quale potete scoprire più particolari qui e, se siete degli appassionati delle anteprime, anche installarla e provarla direttamente.

Se invece preferite che a fare i test siano altri, date un'occhiata a questo video:

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lunedì 30 marzo 2015

Google Lens finalmente pronto il brevetto

Ne avevamo già parlato più di un anno fa, ma in questi giorni è stato approvato il brevetto per le lenti a contatto di Google contenenti sensori e chip.


Utili ad ora nel campo medico per i diabetici, utilizzate per misurare il livello di glucosio nel sangue analizzando il liquido lacrimale, le future lenti speciali by Google (mai la parola "indossabile" è stata più adatta) potrebbero mettere le basi anche al futuro della realtà aumentata e virtuale.

Questa settimana, infatti, le autorità degli Stati Uniti hanno autorizzato il brevetto di Google per produrre questo particolare tipo di lenti a contatto. Inoltre Google ha confermato la sua collaborazione con Novartis, per effettuare un monitoraggio del glucosio con questa nuova tecnica. 

Le lenti a contatto fanno parte di un programma distinto da Google Glass, (secondo le notizie apparse su Pro Web).
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sabato 28 marzo 2015

Tim Cook: il lato umano e non solo

In una intervista a Fortune, Tim Cook si è lasciato andare ad alcune confidenze molto inusuali, ma cosa avrà mai detto di così spiazzante? Vediamolo insieme.


Fortune l'ha definito nientemeno che il "Leader più Grande al Mondo". E Tim Cook, probabilmente lusingato, si è lasciato andare ad una lunga, e insolita, intervista, in cui ha svelato le difficoltà che derivano dall'essere CEO della multinazionale di maggior valore al mondo; ma ha anche parlato di bullismo, e di alcune scelte molto personali.

Ecco cosa ha rivelato il CEO della Mela morsicata:

  1. Tutti i soldi di Cook in beneficenza: l'immenso patrimonio di Tim Cook andrà in benefcienza; tratterrà solo il necessario per garantire gli studi al college di suo nipote di 10 anni. L'attuale iCEO possiede qualcosa come 120 milioni di dollari, e azioni pari a 665 milioni. Sta già facendo donazioni in gran segreto, ma ha in mente di mettere su qualcosa di più strutturato piuttosto che continuare a staccare assegni
  2. Il lavoro è una droga: in inglese, quelli come Cook li chiamano workaholic, cioè gente che è fisicamente dipendente dal lavoro, come altri dipendono dal gioco o dalle sostanze. Al momento dell'intervista, l'Apple Watch di Cook segnava già 50 minuti di esercizi, 8.139 gradini saliti/scesi, e quattro miglia calpestate in appena 12 ore (considerando che si sveglia alle 3.30 del mattino). Lui sì che prende il lavoro molto sul serio.
  3. Il nuovo Campus senza nome: il nuovo Campus Apple "a forma di Nave Spaziale" non ha ancora un nome. Di sicuro ci sarà un omaggio a Steve Jobs, ma "per favore non chiamatelo Quartier Generale Apple." A Cook non piace.
  4. Bye Bye rumors: tutte le presentazioni Apple, a esclusione del WWDC, si terranno al nuovo Campus. "Finalmente non dovremo più combattere per prenotare le sale mesi prima, in mezzo alle prenotazioni di tutti gli altri" ha dichiarato Tim Cook con entusiasmo. Ma questo significa che avremo meno appigli da cui trarre le nostre indiscrezioni sui nuovi prodotti.
  5. Bambini oggetti di bullismo: il motivo per cui Cook ha fatto coming out sulla propria omosessualità sono i bambini vittima depistaggi e bullismo a scuola; ma anche contro gli stati USA che ancora consentono il licenziamento per ragioni di orientamento sessuale. La speranza è che questo esempio contribuisca a cambiare le cose. "In tutta onesta,"ha chiosato Cook, "non l'avrei mai fatto, se non fossi giunto alla conclusione che poteva servire ad aiutare altre persone. Non c'è alcuna gioia nel mettere in vista la mia vita."
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venerdì 27 marzo 2015

Brik Case: per dare un tocco creativo al vostro MacBook

Niente scoperte rivoluzionarie, niente tecnologie che cambieranno il mondo per oggi. Quest'oggi ci sentiamo frivoli e un po' bambini.


Anche se in commercio esistono già delle cover e degli adesivi più o meno simpatici (pubblicizzati anche attraverso uno spot Apple), per il vostro amato MacBook serve qualcosa di più: come spesso accade, la risposta arriva da Kickstarter.

Si chiama Brik Case ed è pensato per adattarsi al coperchio del MacBook e dei MacBook Pro prodotti dopo il 2013.

Non solo fornisce un'ulteriore protezione al laptop, ma può anche essere decorato con i mattoncini Lego, anche se non è un prodotto ufficiale dell’azienda danese.


Si può ordinare al costo di 35 dollari, nella speranza che i suoi ideatori possano raggiungere la cifra stabilita di 30.000 dollari per iniziare la produzione.

Il design è completo e se raggiungeranno l'obiettivo, dovranno solo preoccuparsi di produrlo e potrebbe essere pronto entro agosto prossimo, se tutto va come sperano. Quindi, incrociate le dita e, se vi piace, prenotate il vostro Brik Case.
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Facebook's future

Nel corso della giornata di mercoledì Facebook ha tenuto la conferenza F8, annunciando le novità che non ti aspetti.


Mark Zuckerberg, alla guida del frequentatissimo Social Network, sembra intenzionato ad aggredire ogni singolo settore della rete, partendo dalla sua creatura, con il quale è già riuscito ad occupare una sostanziosa fetta del mercato, arrivando ai pagamenti online e passando dai videogiochi in realtà virtuale. Le novità annunciate prevedono alcune importanti aggiunte a Facebook Messenger e a Video. 

Il servizio di messaggistica istantanea: ha raggiunto i 600 milioni di utenti attivi mensilmente; una cifra che aumenta vertiginosamente con una progressione simile a quella di WhatsApp (che a gennaio ne contava 700 milioni). Sono i due servizi di messaggistica più utilizzati in mobilità, e si trovano entrambi sotto lo stesso tetto, quello di casa Zuckerberg.

In paragone, WeChat occupa una distante terza posizione con 468 milioni di utenti, Viber 236 milioni e Line 181 milioni. Ahinoi (lo ammetto, siamo di parte), il russo Telegram è ancora lontano, nonostante sia sempre più performante e introduca sempre più feature interessanti, senza aspettare la lentezza del blasonato WhatsApp.

Sulla base dell'enorme affluenza di pubblico, Facebook offrirà agli sviluppatori (e di riflesso anche agli utenti ovviamente) quella che chiama Messenger Platform:

Si tratta di una nuova piattaforma che gli sviluppatori possono utilizzare per progettare applicazioni che aiutano la gente a connettersi fra di loro

ad annunciarlo lo stesso Mark Zuckerberg, CEO di Facebook. Sfruttando i 600 milioni di utenti, lo sviluppatore può integrare la sua applicazione nel servizio di messaggistica, facendola apparire su uno store dedicato.


Facebook Messenger diventerà pertanto un ecosistema proprio, più complesso rispetto al passato e più in linea con quanto già attuato dai servizi concorrenti, come WeChat e Line.

Si tratta di una nuova corposa novità, che si aggiunge all'annuncio della possibilità di effettuare scambi di denaro attraverso il servizio. Sebbene la strategia non sia ancora fulgidissima, è chiaro che Facebook voglia mantenere Messenger e WhatsApp due entità separate: la prima più completa e complessa, la seconda in grado di attirare un'enorme fetta di pubblico con la sua specificità e, soprattutto, semplicità.

Entro poche settimane, ad esempio, gli utenti di Messenger americani potranno piazzare un ordine presso un rivenditore online. Una feature legata alla nuova piattaforma che consentirà nel tempo di sostituire le chat native presenti su molti siti della categoria, "pessime" secondo David Marcus di Facebook che ha parlato dell'introduzione della nuova feature.

Attraverso l'integrazione con Messenger, il rivenditore potrà anche inviare notifiche push verso il dispositivo utilizzato dall'utente.


Le novità su Facebook Video invece riprendono quanto fatto da Google sul suo YouTube.

Zuckerberg annuncia che i video sul social network supporteranno presto una modalità "sferica" a 360° in cui l'utente potrà interagire cambiando la visuale direttamente dalla Newsfeed. Novità pensata soprattutto per l'avvento dei primi caschi per la realtà virtuale, e che si aggiunge al nuovo Video Player integrato, ovvero una funzionalità con cui l'utente potrà integrare sul proprio sito web un qualsiasi video pubblicato sulla piattaforma di Facebook.

La competizione con Google si fa ancora più evidente con le novità annunciate su LiveRail, la piattaforma pubblicitaria in video che Facebook ha acquisito nel 2014. LiveRail adesso supportainserzioni pubblicitarie anche su dispositivi mobile, e non solo sui siti desktop, e può attingere - anonimamente - dalla mole di dati degli utenti iscritti su Facebook per un migliore tracciamento. La società specifica comunque che il suo LiveRail è diverso nei confronti di DoubleClick o AdMob di Google, e che tutti i servizi citati possono coesistere nello stesso ecosistema.


Laddove Google è più forte nel cosiddetto "intent data", Facebook riesce a capire meglio i gusti del singolo individuo, e tracciarne le esigenze in maniera "preventiva" sfruttando i dati raccolti sul social network.

Un'idea che anche Google aveva avuto con Google+, ma che non è riuscita a concretizzare per via della scarsa adesione del pubblico al progetto social di Mountain View. Sebbene la società non consideri l'espansione di LiveRail come un attacco diretto nei confronti della rivale, è chiaro che comunque parliamo di un campo d'azione molto simile, e che in futuro potrebbero contrastare fra di loro.

Zuckerberg e colleghi hanno inoltre parlato di parecchie novità nell'ambito delle Internet of Things (attraverso Parse), e ai contributi monetari (8 miliardi di dollari) che in cinque anni sono stati consegnati agli sviluppatori, che hanno utilizzato la piattaforma Facebook per la diffusione delle loro proprietà.

Google trema!
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mercoledì 25 marzo 2015

Google Gmail Pony Express

Google sta proseguendo il suo cammino verso la capillarizzazione dei suoi servizi, al fine di rendere la propria offerta sempre più completa e, la nostra dipendenza da essa, sempre più forte. 


Per avvicinarsi a questo obiettivo ha ideato Pony Express, ovvero un'opzione di Gmail che ci consentirà a breve di pagarle senza la necessità di lasciare il client, le bollette recapitate alla nostra inbox di Gmail.

A rivelare la novità è stato il sito statunitense Re/code, che è venuto in possesso di documenti riservati e ha rilasciato alcuni screenshot provenienti da un aggiornamento non ancora pubblico dell'applicazione Gmail ufficiale. Come spesso abbiamo visto con le novità in arrivo da Mountain View, tuttavia, la nuova feature potrebbe arrivare in un primo momento solo per gli utenti d'oltreoceano.


Una volta configurate le nostre credenziali, come nome, indirizzo e Social Security, sarà un ente di terze parti ad avere il compito di verificare la loro idoneità. L'utente dovrà poi procedere inserendo i dati di una propria carta di credito, debito o di un conto bancario per riuscire a ricevere e pagare le bollette sia attraverso il client Gmail, che con Inbox.

Nei documenti portati alla luce da Re/code si scopre che Google sta collaborando con le compagnie che si occupano di stampare le bollette o inviarle via email, e non con i fornitori dei servizi correlati alle bollette stesse.

È probabile che Big G stia trattando con entrambe le tipologie di aziende ma, la documentazione trapelata nei giorni scorsi, non ci permette di stabilirlo con certezza.


Pony Express dovrebbe debuttare nell'ultimo trimestre del 2015, altro discorso per il mercato nostrano. 

Gestire quantitativi di denaro è un'opzione che i vari colossi del mercato non vogliono perdere: la stessa Google aveva recentemente inserito la possibilità di effettuare e ricevere pagamenti su Gmail,  non da meno Facebook che, nelle ultime settimane ha pensato di inserire tale feature, all'interno del proprio Social Network.
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